FONDI COMUNI DI INVESTIMENTO - CATEGORIE

In base alla politica di investimento si esaminano alcune delle principali categorie di fondi comuni di investimento in base alla:

 

- tipologia di titoli in portafoglio

- politica d'investimento

- costituzione del capitale

I fondi mobiliari aperti si dividono in quattro macrocategorie a seconda dei titoli in portafoglio:

Fondi monetari o di liquidità: acquistano titoli di natura monetaria: obbligazioni statali a breve termine, pronti contro termine; hanno un indice di rischio molto ridotto - riconducibile in gran parte alla bassa probabilità di insolvenza degli emittenti ed alle possibili oscillazioni dei tassi di interesse a breve termine -, vista la brevissima durata media dei titoli in portafoglio: BOT, CTZ, CCT ed altri titoli con vita residua breve ovvero con una breve duration.

Le commissioni applicate: in presenza di bassi tassi di interesse gli strumenti di natura monetaria hanno un rendimento molto ridotto.

Se a ciò aggiungiamo la presenza di commissioni ci si può chiedere se i fondi monetari potranno raggiungere rendimenti significativamente superiori rispetto alla media dei titoli in cui investono.

Naturalmente, anche se sono pochi, esistono fondi monetari che richiedono commissioni di gestione molto competitive; basta cercarli con un po' di impegno.
Una buona gestione e un'altrettanta oculata diversificazione dell'investimento effettuato dal gestore possono essere alla base della scelta di questo prodotto avente, generalmente, basso grado di rischio.

Fondi obbligazionari: contengono obbligazioni di aziende - corporate - e titoli di Stato di durata medio-lunga - CCt e BTP quinquennali, decennali o addirittura trentennali -.

Si propongono il conseguimento della massima redditività anche non immediata ma nell'arco di pochi anni.

Il rischio dell'investimento è superiore a quello relativo ai monetari, quindi il tempo medio di investimento deve essere più lungo - oltre al moderato rischio di insolvenza, occorre considerare con attenzione la possibilità di variazione futura dei tassi di interesse dei mercati che influenza il prezzo delle obbligazioni contenute nei fondi: più lunga è la durata media dei titoli in portafoglio e più si è investiti sul reddito fisso, più alta è la probabilità che all'aumentare dei tassi di interesse possa creare nel breve periodo difficoltà di performance brillanti -.

Anche per questi fondi, se i tassi o i rendimenti dei titoli di Stato sono particolarmente bassi, è il caso di porsi la domanda già formulata per i monetari a proposito delle commissioni; le commissioni infatti possono incidere in maniera significativa sulla performance del fondo.

Fondi azionari: i fondi azionari acquistano valori mobiliari rappresentativi del capitale di rischio - azioni -.

Si propongono il conseguimento di plusvalenze di capitale. Rispetto alle altre categorie, sono i fondi a più alto rischio, ma sono anche quelli che potenzialmente possono permettere di ottenere i più alti rendimenti nel lungo periodo;

Fondi bilanciati: contengono sia azioni sia obbligazioni; bilanciano la maggiore costanza dei rendimenti obbligazionari con la più alta volatilità dei mercati azionari.

Hanno per scopo l'incremento del valore del patrimonio, abbinato al conseguimento di una redditività in periodi non eccessivamente lunghi.

Il livello di rischio - che dipende in una parte significativa anche dalla politica e bravura del gestore - è intermedio (superiore ai fondi monetari e obbligazionari e inferiore ai fondi azionari), di conseguenza anche il tempo di investimento si colloca tra il breve-medio termine degli obbligazionari ed il lungo termine degli azionari.

Le categorie di fondi si possono distinguere secondo il luogo geografico di residenza dei soggetti economici su cui si investe, le loro dimensioni, i settori merceologici in cui operano e così via:

Fondi azionari internazionali: Il fondo azionario internazionale investe in azioni delle borse di tutto il mondo.

Tra tutti gli azionari, sono i fondi di solito più stabili nell'andamento del valore della quota in quanto effettuano un'alta diversificazione frantumando il rischio Paese attenuando di fatto picchi di rendimento eccessivamente positivi o fortemente negativi conservando tuttavia la rischiosità tipica delle azioni e dei fondi azionari.

Il rischio cambio è la possibilità di guadagnare o perdere anche sulla variazione del cambio con le valute inserite nel portafoglio come per esempio il dollaro, lo yen, ed altre valute rispetto all'euro;

Fondi azionari America: azioni di società quotate nei mercati nordamericani.

Questa tipologia di fondo è lievemente meno stabile del fondo azionario internazionale perché la diversificazione geografica del portafoglio è inferiore, tuttavia il gestore opera su un mercato di riferimento che rappresenta la più grande capitalizzazione del mondo ed in essi sono quotate numerose aziende di altri paesi inoltre il mercato USA è considerato particolarmente efficiente ed evoluto.

Una componente di rischio può essere il cambio euro dollaro.

Anche in questo caso il rischio cambio in questo caso è dato dalla possibilità di guadagnare o perdere anche sulla variazione del cambio euro dollaro salvo protezione dai rischi cambio attuata dal gestore;

Fondi azionari Europa: Il fondo azionario Europa investe in azioni delle borse del Vecchio Continente - Europa teoricamente con una quota di minoranza di valuta e paesi non euro;

Fondi azionari area Euro: titoli azionari di aziende dei paesi aderenti all'euro;

Fondi azionari Pacifico: investono nell'area dell'oceano Pacifico, compresi Giappone e Australia - Può esserci un rischio cambio per la differente valuta adottata, per esempio lo Yen in Giappone, oltre al rischio azionario;

Fondi azionari Italiani: il mercato di riferimento - Borsa italiana - vale poco è poco rappresentativa della capitalizzazione mondiale contando solo pochi punti percentuali. In questo caso ci sono i rischi classici dei titoli azionari ma non si hanno rischi valuta in quanto si opera su titoli espressi in Euro. Teoricamente dovrebbe essere un mercato finanziario meno difficile da seguire per gli italiani potendo conoscere meglio alcune variabili importanti di carattere economico, politico e finanziario;

Fondi azionari Paesi emergenti: azioni di aziende di Paesi in forte sviluppo economico: Cina, Europa dell'Est, America Latina, Sud Africa, Sud-Est asiatico: alta aspettativa di crescita del capitale = alto rischio. Buoni per gli investimenti di più lungo periodo disposti comunque ad alta volatilità e rischio azionario e di cambio;

Fondi azionari nuove tecnologie: aziende internet, telecomunicazioni, biotecnologia, semiconduttori, e tutto ciò che rientrerà di volta in volta nel concetto di nuova tecnologia. Questa categoria di fondi storicamente è suscettibile ad una forte volatilità e quindi ad un elevato rischio azionario.

Fondi settoriali classificati in base al settore merceologico delle aziende di cui detengono azioni. Il settore di riferimento è caratterizzato da un forte tasso di crescita, purtroppo non è possibile definirlo stabile: potrebbero dare ottimi ritorni per il lungo periodo così come improvvise sorprese negative: un'incognita ed un'esposizione azionaria ad alto rischio;

Fondi azionari altre specializzazioni: fondi azionari non altrimenti classificabili. Contiene azioni che investono in aziende del settore finanziario, immobiliare, farmaceutico, ambientale, etico, a capitalizzazione ridotta, a larga capitalizzazione, ed altro. Come ogni fondo azionario anche questo è soggetto ad alta volatilità e rischi;

Fondi bilanciati: orizzonte temporale medio-lungo. Il peso delle azioni va dal 30 al 70%, il resto è investito in obbligazioni;

Fondi bilanciati azionari: investimento azionario non inferiore al 50 e non superiore al 90%;

Fondi bilanciati obbligazionari: investimento azionario compreso tra il 10 ed il 50%; flessibili. Non hanno vincoli circa la destinazione degli investimenti: possono investire in azioni o in obbligazioni, in Italia o all'estero, così come il gestore ritiene di fare, in base all'ampia discrezionalità nelle scelte di investimento stabilita dal regolamento;

Fondi monetari - liquidità area euro: strumenti monetari emessi negli Stati dell'Unione Monetaria;

Fondi obbligazionari area euro breve termine: acquistano titoli obbligazionari denominati in euro con durata media non superiore ai due anni. Rispetto ai precedenti, puntano ad un rendimento leggermente superiore;

Fondi obbligazionari euro a medio e lungo termine: titoli obbligazionari denominati in euro con durata media superiore a due anni. Per ricercare un maggior rendimento hanno un maggiore variabilità: su di essi si dovrebbe investire con un orizzonte temporale pari alla duration dei titoli in portafoglio;

Fondi obbligazionari area Europa: obbligazioni di Stati e aziende collocati in Europa. Oltre ai titoli indicati per i fondi del punto precedente, possono investire anche in titoli di Paesi come Grecia, Polonia, ecc;

Fondi obbligazionari misti: ampie possibilità di manovra per quanto riguarda le zone geografiche e possibilità di investire in azioni, entro il 20% del portafoglio, per ottenere risultati superiori a quelli del solo mercato obbligazionario. Orizzonte temporale superiore ai due anni;

Fondi obbligazionari area dollaro: obbligazioni in dollari. Oltre al normale rischio tipico dei titoli obbligazionari hanno un rischio cambio ovvero la possibilità di guadagnare o perdere anche sulla variazione del cambio euro dollaro;

Fondi obbligazionari area yen: come sopra, cambia la valuta;

Fondi obbligazionari internazionali: obbligazioni di qualunque paese, ma la parte del leone di solito la fanno i Paesi più industrializzati: sufficientemente stabili. L'investimento deve essere comunque effettuato con un'ottica di medio periodo (2 - 3 anni);

Fondi obbligazionari paesi emergenti: obbligazioni ad alto rendimento emesse da paesi e aziende di paesi in via di sviluppo. È alto il rischio-paese: possono essere rischiosi quanto e anche più dei fondi azionari;

Fondi obbligazionari altre specializzazioni: categoria residuale che raggruppa fondi che investono in aree particolari o in particolari titoli obbligazionari come le obbligazioni convertibili e quelle strutturate. Il tempo medio d'investimento richiesto varia in base ai titoli utilizzati.

Stando al modo di costituire il capitale, i fondi possono essere distinti in fondi chiusi e fondi aperti:

* I fondi chiusi sono a capitale fisso ed assomigliano ad una società per azioni: il numero di quote o azioni che lo compongono non varia; la liquidazione dell'investimento è prevista solo alla scadenza del fondo. Prima della scadenza prefissata si può disinvestire se c'è la possibilità di vendere le azioni sul mercato.

Per consentirne la liquidabilità spesso tali fondi sono quotati in mercati regolamentati come la Borsa valori (se il fondo non è quotato in mercati regolamentati, occorre cercare fisicamente l'acquirente).

Talvolta sono riservati ad investitori istituzionali (banche, compagnie di assicurazione, società di investimento o di venture capital) e possono investire in:

  • Valori mobiliari di largo mercato (azioni e obbligazioni quotate in borsa);

  • Valori mobiliari di società non quotate;

  • Beni immobili (fondi immobiliari: svolgono l'attività di investimento del patrimonio ricorrendo all'acquisto, alla vendita, alla gestione e locazione di beni immobili), in diritti reali di godimento sugli stessi, in società che svolgono attività immobiliari e, per quanto riguarda la gestione delle disponibilità liquide, in titoli di Stato o altri valori mobiliari indicati dalle autorità (Ministero del Tesoro). È esclusa l'attività edilizia.

* I fondi aperti sono a capitale variabile nel senso che il numero di quote in circolazione varia continuamente: aumenta quando vengono effettuati versamenti e diminuiscono quando i sottoscrittori richiedono il riscatto.

La liquidabilità, che per i fondi chiusi può risultare macchinosa, è assicurata dagli stessi fondi (quindi dalle SGR), che si impegnano a riacquistare in qualsiasi momento le propie quote. Il valore di rimborso è determinato in base al valore unitario delle quote.

La protezione del rischio cambio di solito viene effettuata a discrezione del gestore tuttavia è possibile intervenire autonomamente, in forma separata dai fondi e quindi senza alcuna reale correlazione, ed effettuare una copertura parziale, totale del cambio anche facendo operazioni in tempo reale con il trading online.